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Zhijuan, 25

 

Sono nata in Cina nella Provincia di Henan il 18 febbraio 1993. Mio padre e mia madre sono entrambi cinesi, mio padre è un commerciante e mia madre è casalinga. Mia sorella è più grande di me di due anni, vive all'estero e si occupa di commercio e vendite. Sono arrivata a Sassari tre anni fa. Studio all'Accademia delle Belle Arti di Sassari, nel biennio di pittura. Sto bene. Qui ci sono pochi cinesi, mi piace molto l'atmosfera all'accademia e stare a contatto con persone diverse. In Cina, anche lo studio dell'arte è molto diffuso e trattato severamente, qui è visto più come un sogno e una libera espressione. Nel mio paese il progresso economico è estremamente frenetico a grande discapito delle arti e delle materie umanistiche. Quando avevo tredici anni, durante l'adolescenza, ero molto scontrosa ma in risposta mia madre era molto calma ed inclusiva. Mi ha aiutata molto. Quando ero piccola avevo molto bisogno di mia sorella, ci sentiamo spesso. Con la Cina ho un rapporto di amore e odio: ora ci sono molte più opportunità per chi è cinese ma ci sono anche molti problemi, come il sostentamento, dato che le tasse sono molto alte. Ma ho speranza che le cose migliorino.

Il mio primo ricordo? Accompagnare mia nonna a vedere uno spettacolo tradizionale cinese, ricordo che abbiamo mangiato molti snack.

Mi piacciono tutti i colori: non esistono colori brutti, ci possono essere però dei colori sbagliati. I miei preferiti sono il verde, il giallo ed il blu.

Ho paura dei centopiedi. Mia cugina mi ha raccontato una storia su di loro, avevo cinque anni. Ho paura che muoiano le persone a cui voglio bene. A me basta vivere fino ai trent'anni, è sufficiente. So che sarebbero tristi per me ed è una cosa che non mi fa piacere, così come so che pensarla in questo modo è molto egoista. Quest'idea è nata da un libro, Hong Lou Meng (Il Sogno della Camera Rossa).

La mia opera preferita è l'installazione artistica di Xu Bing dal titolo “A Book From The Sky”. Di fronte a questo libro, tutti sono uguali e non esiste alcuna differenza culturale. Questo artista opera con un linguaggio universale. Mi piace molto anche il suo progetto New English, dove scrive ideogrammi che in realtà nascondono caratteri dell'alfabeto latino che a loro volta formano parole in inglese.

Sogno un futuro in cui tutti siamo uguali, senza differenze culturali, etniche o geografiche. Vorrei che la mia arte sostenesse questa idea. Ho dei progetti in corso che hanno la volontà di abbattere proprio queste barriere.

Mi auguro di apprezzare il tempo trascorso con i miei cari, dato che i miei nonni sono morti di recente. Non sono voluta tornare in Cina per tre anni.

Ad uno sconosciuto, faccio lo stesso augurio.

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