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Trevor, 49

 

Sono nato a Jacksonville, Florida, 1969, il venticinque di luglio. Abbiamo vissuto li sino a quando ho compiuto dieci anni, poi ci siamo trasferiti a Tampa Bay. La famiglia di mio padre è rumena, il mio cognome, Peres, viene da li. Il rumeno è una lingua latina, cosa che ho saputo solo dieci anni fa. La famiglia di mia madre è irlandese. Il mio sangue è per un ottavo nativo americano, Cherokee, mia bisnonna era cento per cento Cherokee. Sono un po' “mescolato”. Ho un fratello più giovane. Ho quattro figli: due vengono dalla Sardegna, da Sassari per essere precisi, gli altri due sono nati in Arizona e mia moglie è di Sassari. Da bambino giocavo a baseball, per me era una cosa importantissima perché mio padre lo è stato prima di me; la cosa mi ha portato a pensare che forse un giorno sarei diventato un giocatore professionista, era il mio obbiettivo da bambino. Poi, un giorno, ho scoperto la musica. L'ho sempre amata, in realtà. Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo dodici anni, ho iniziato a fumare marijuana e ho detto basta al baseball: ora fonderò una band, una band heavy metal! A quel punto avrò avuto tredici, quattordici anni. Ho deciso che sarei diventato una rockstar e da quel momento la mia vita è stata questo. Piuttosto strano. Mio padre suonava la chitarra, mio zio, mio nonno, che era rumeno ma nato in America suonava in un gruppo bluegrass suonava la fisarmonica, musica completamente folk. Penso che l'amore per la musica sia venuto da quello, dal sangue.

Mi ricordo di quando avevo credo tre anni, mio padre stava sistemando una vecchia automobile, una Triumph TR3 del 1956 e mentre lui lavorava io giocavo dentro l'auto. Lo ricordo molto vividamente. Adesso ho quarantanove anni, ne sono passati quarantasei e quindi l'auto è di nuovo da restaurare, a dirti la verità mio padre ci sta lavorando proprio in questo periodo, un restauro completo questa volta. Divertente! Amo le auto, ho una Volkswagen Beetle del 1972, la Super Beetle, bellissima! I miei figli la adorano: “Andiamo a prendere il gelato papà!”. Anche il mio amore per le automobili deriva da mio padre, ho anche fatto delle corse nelle dirt track, i circuiti ovali sullo sterrato. Era divertente. L'auto con cui correvo era una Willys Coupe del 1933. Vecchissimo! Erano auto costruite su un telaio ridotto, praticamente tre quarti dell'originale, con un motore giapponese quattro cilindri in linea di una Suzuki GSX-R 1000.

Il mio colore preferito? È difficile avere un preferito di tutto. Amo le arti grafiche e affini. Ovviamente il nero è un bel colore perché è la mescolanza di tutti gli altri e sta bene con tutto. Puoi nascondere le tue emozioni, con il nero.

Di cosa ho paura? Di essere accusato di aver ucciso qualcuno ma essere innocente. Negli Stati Uniti è molto facile essere accusati di qualcosa di così grave e non averci niente a che fare, è un pensiero inquietante. Magari ti ritrovi senza un alibi solido e questo è parecchio spaventoso. Ho avuto degli incubi sulle prigioni. Ho anche paura dei tornado, i tornado sono spaventosi. Ho sognato di scappare da dei tornado. Molto strano!

Scegliere una sola opera d'arte? Ci sono così tante cose che mi piacciono. Questa è divertente: c'è un film che si chiama Walk Hard – The Legend of Deewie Cox, è una commedia sulla musica, è una sorta di parodia di Walk The Line, il film su Johnny Cash. È serio ma davvero divertente. Ogni volta che lo guardi trovi qualcosa di nuovo che fa ridere e la musica è fantastica: suonano delle canzoni sulla falsariga di grandi successi ma con un testo differente, mostrando l'intera vita di questo musicista, cantante, chitarrista, e posso relazionarmi con lui essendo anch'io un musicista che vive “on the road”. Chiunque lavori in tour con una band dovrebbe amare questo film, è semplicemente davvero, davvero divertente. Ci sono così tante cose in quel film che a me sono successe davvero: c'è un momento in cui la moglie del protagonista è arrabbiata perché lui deve andare in tour, hanno dei figli e lui le dice una cosa come “Sapevi a cosa andavi incontro quando mi hai sposato! Sapevi che avrei perso compleanni, feste, alle volte potrei anche perdere un parto!” - e questo mi è successo davvero, ho perso nascite, compleanni. Una volta Anna era incinta del nostro primo figlio, io ero in tour e lui doveva nascere con il cesareo tre o quattro settimane prima del previsto perché aveva il cordone ombelicale attorno al collo; in quel momento io ero in Lituania o in Estonia, qualche posto pazzo nel nord-est dell'Europa, ed era in possibile per me venire in Sardegna (lei era a Sassari).

Voglio essere un buon padre ed una brava persona. Vorrei che tutti stessero in salute ma chiaramente quella è una cosa normale per tutti, credo. Di nuovo: sono un musicista, ho già fatto molte cose che non avrei mai sognato ma amerei aprire un ristorante. Amo cucinare e attualmente possiedo un furgone cucina dove preparo dei barbecue in stile “sudista” e spero un giorno, se dovessi ritirarmi dalla musica, di avere un ristorante in cui poter andare e cucinare per le persone, perché quando cucino per le persone amano il mio cibo!

Un augurio a me stesso? Questo è difficile, ho fatto cosi tante pazzie che fino ad adesso è stato molto bello! Spero di vivere sino a cento anni ed in salute sino alla fine, senza malattia. Mia nonna è morta quando aveva novantacinque anni, non è mai stata afflitta da malattie; un giorno l'hanno trovata seduta sul divano con la colazione sul tavolo. Il suo cuore si è semplicemente fermato e lei non ha mai sentito dolore. Qualcosa del genere sarebbe bello, vivere una vita lunga ed in salute per tutto il percorso, evitando tutte i malanni e le patologie del pianeta. Una cosa molto bella.

Ad uno sconosciuto che sta odiando la vita, che è depresso e solo in mezzo alla strada, auguro che qualcuno lo aiuti a tirarsi su e lo porti via dalla miseria. È una cosa triste da vedere. Negli Stati Uniti le persone aiutano gli animali, non gli esseri umani. Mi piacerebbe vedere aiuto per le persone. Capisco che le persone siano cattive e subdole ma tutti hanno del bene dentro, sarebbe bello vederle sostenute in generale. Ci sono così tanti essere umani sul pianeta che vengono dimenticati. Dev'essere un'esistenza triste l'essere soli e non avere niente. Niente cibo da mangiare, niente casa, nessun posto in cui dormire, niente amore. È molto difficile. Dovremmo fare meglio di così.

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