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Stefan, 24

 

Sono nato a Leicester, in Inghilterra, nell'ottobre del 1993. Il che fa di me un ventiquattrenne. La mia famiglia è una sorta di amalgama tra la parte di mio padre e quella di mia madre: mio padre è di discendenza polacca e tedesca, mia nonna era tedesca e mio nonno era polacco. Si sono incontrati dopo la guerra, sono arrivati in Inghilterra e hanno vissuto una vita molto modesta in un campo polacco fuori dalla città principale. Mio padre è cresciuto lì. La famiglia di mia madre è davvero inglese: vengono tutti dalla stessa città e si conoscono tutti tra abitanti, il che è carino! Sono un po' come se due mondi si fossero scontrati, sai? Questo sono io insomma. Non ho fratelli o sorelle e ritengo che sia una benedizione e anche una maledizione: puoi passare molto tempo da solo e penso che questo mi abbia plasmato come persona e come artista.

Il mio primo ricordo? In generale, ho una pessima memoria: durante la scuola di recitazione abbiamo svolto un esercizio che consisteva nell'interpretare noi stessi ad età differenti, iniziando dal momento più lontano che potessimo ricordare: il mio era attorno ai quattro o cinque anni, prima di quello niente. Forse anche sei anni. Non so perché, ma tutti i miei ricordi più vecchi sono plasmati da fotografie, cosa che non li rende veri e propri ricordi. Il mio primo ricordo è sciocco: camminavo con i miei genitori nel centro città, quando ci siamo incontrati con mia zia e mio zio. Penso di essermi un po' confuso: sono andato a farmi prendere in braccio da mio padre, ho stretto le sue gambe e lui mi ha sollevato ma arrivato in alto mi sono accorto che in realtà era mio zio. Mi sono spaventato parecchio. Che bel primo ricordo! Penso di essere stato un bambino molto timido.

Il mio colore preferito? Molto rapidamente stavo per dire blu, penso sia questo al momento. Da bambino il mio colore preferito era il giallo, non so perché sia cambiato. Preferisco principalmente il blu perché sono un fan di Leicester City e perché è un colore positivo e collegato a ricordi felici.

Temo il fallimento Ne parlavo l'altro giorno, con alcuni dei ragazzi. Ho lavorato molto duramente a scuola e non ho avuto occasione di fallire, specifico ancora, perché ho lavorato duro. Sono ad un punto in cui non mi lancio nelle cose quando vedo la possibilità di fallire. Devo essere più fiducioso e disposto a cogliere l'occasione in qualsiasi frangente della vita, non solo nel lavoro. Non mi piace sbagliare o commettere errori. Ho bisogno di buttarmi dentro più cose, è così che si cresce. Non temo molte cose, come per esempio i ragni o oggetti materiali: è una cosa mentale.

Un'opera d'arte? Sarebbe sicuramente una canzone. È una domanda difficile perché mi chiedono sempre: "Qual è la tua canzone preferita?" ed io non riesco mai a sceglierne una. C'è un pezzo di un cantante afroamericano, Edwin Starr, scomparso da un po' di tempo: si chiama S.O.S. Stop Her On Sight. È davvero bello perché sono un cantante di un un gruppo soul nel Regno Unito e, anche se è stato un evento del tutto casuale, il genere che faccio è lo stesso tipo di musica che i miei genitori amavano da giovani: la sottocultura britannica del 1970. Mi ricordo di aver ascoltato quella canzone in macchina ed è per me una cosa strana: mi fa pensare a come ho chiuso il cerchio arrivando a cantare, esibirmi ed essere pagato. Amo quel genere e questa è una grande canzone. Ho anche suonato sul palco con alcuni dei componenti del gruppo originale: ho suonato con il fratello di Edwin, Angelo Starr. È davvero bello poterlo dire.

In definitiva, voglio essere felice e sentirmi appagato, in qualunque direzione la mia vita mi porti. Se mi godo qualcosa continuerò a farlo, se smetterò di provare gioia per quello che faccio, che sia esso cantare o vivere a Londra, beh, pazienza. Voglio solo circondarmi di persone positive e amici, fintanto che sono soddisfatto e felice, è tutto ciò a cui possa aspirare. Tutto ciò che è buono viene da, beh, diciamo che è importante fissare degli obiettivi e avere sogni e aspirazioni: mi piacerebbe scrivere una canzone che diventi popolare o fare qualcosa di influente, qualcosa per intrattenere le persone. Questo è tutto. Intrattenere per sentirmi felice e rendere felici le persone, insomma.

Desidero trovare qualcuno che sia totalmente, completamente, perfetto per me ed essere al contempo perfetto per lei.

Cosa desidero per uno sconosciuto? Gli auguro di mettere da parte qualsiasi stereotipo o qualsiasi cosa abbia imparato dai pregiudizi, di vivere secondo le proprie esperienze e con le persone di cui si fida. Di non giudicare. Se tutti facessero così il mondo sarebbe molto meglio. Più pacifico e più felice.

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