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Mario, 29

 

Sono nato a Sassari il sedici ottobre del 1989. Ho un fratello e una sorella più grandi di me, io sono il più piccolo. Mio fratello ha quattordici anni più di me e mia sorella cinque, i miei genitori hanno sessantasei e sessantacinque anni. Ho un rapporto più bello con mia madre e mia sorella e vado un po' meno d'accordo con mio padre e mio fratello. Sono una persona affettuosa, tendo sempre a scherzare su tutto e non vado d'accordo con quelli permalosi o con chi si prende troppo sul serio. Mi piace abbastanza lo sport e mi piace il mio lavoro, perché sono una persona creativa, mi piace sempre sperimentare qualcosa di nuovo. Faccio il barbiere. Ho iniziato da ragazzo ma non ho imparato subito perché non mi impegnavo abbastanza. Come ho iniziato a lavorare mi sono accorto che era quello che mi piaceva e dopo vari fallimenti ho capito che era quello il mio lavoro . Non ero particolarmente dotato e quindi mi sono dovuto impegnare un po di più. Ho sempre giocato a calcio da piccolino ma l'ho abbandonato a diciannove anni perché non mi andava più e perché non avevo più tempo per via del lavoro. Sono abbastanza generoso, mi piace condividere quello che ho con gli altri e aiutare i miei amici. Tendo ad andare d'accordo un po' con tutti./span>

Il mio primo ricordo? Le prime scarpette che mi ha comprato mamma: le Adidas Redondo. Avevo sei anni, erano verdi e nere. Quel giorno ero contento.

I miei colori preferiti sono due, il nero e il rosso. Il nero perché è elegante, il rosso perché mi piace. Forse è più il rosso il mio colore preferito.

Di cosa ho paura? Non lo so, perdere un mio caro forse. Non poter aiutare i miei amici o un mio parente. Non avere le forze per aiutarli. Una mia paura è anche quella di rimanere senza soldi ma penso che faccia paura a chiunque. Paura di non avere abbastanza per aiutare la mia famiglia o per realizzare i miei sogni.

Un'opera preferita? La Gioconda oppure la Statua della Libertà: la prima perché mi ricorda me stesso, nel modo in cui sembra schernire chi la guarda senza farsi capire, la seconda perché simbolo di libertà.

Sogno di fare qualcosa di innovativo, qualcosa di mai visto prima. Essere diverso dagli altri e fare la differenza.

Un augurio a me stesso? Spero di impegnarmi di più per il futuro. Un augurio che è sia un obbiettivo che un rimprovero. Sono un po' pigro alle volte.

Ad uno sconosciuto dico: “Prenditi il più possibile per il culo, cerca di vivere la vita con il sorriso e serenamente”.

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