Menu

Sanaa, 28

 

Sono nata a Vicenza nel 1990. Siamo quattro figli: tre sorelle ed un fratello. Mamma e papà vivono qui in Italia mentre tutti i miei parenti ed i miei zii sono in Marocco. Ho un buon rapporto con i miei genitori. Sin da piccola ho scoperto di poter imitare ogni voce o suono strano che se sento e da questo è derivato il mio desiderio di recitare. In seguito ho però scoperto di poter applicare questo mio tratto alla musica, cosa che mi ha portato a buttarmi in quel mondo. Ultimamente sto lavorando a quello. Questa passione è iniziata cantando in cameretta, facendo poi sentire qualche pezzo ai miei amici. Io e Yachi ci siamo incontrate tre anni fa e da quel momento abbiamo condiviso la passione per il ballo. Io non vengo da nessuna scuola: ho imparato le tecniche ballando con gli amici per poi riprodurle a casa e grazie a YouTube. Tornando a quando ho incontrato Yachi, dovevamo lavorare in una discoteca: quel giorno lei era di prova mentre io lavoravo già lì, ci siamo viste e siamo entrate un po' in competizione. Avevamo tutte e due le treccine. Abbiamo iniziato a ballare poi per un periodo non ci siamo più viste: facevamo una serata al mese e quella era la prima volta che ballavamo insieme. Il mese dopo, quando dovevamo ballare di nuovo, ci siamo sciolte le treccine e incontrandoci siamo rimaste colpite dalla somiglianza che ci accomuna. Sono scoppiati un'amicizia ed un legame forte. Lei ha sempre ballato street dance con i suoi amici, partecipando anche a diversi contest mentre io seguo di più l'ispirazione del momento, senza studiare nessun passo. La gente, vedendo le nostre due parrucche muoversi un po' pazzamente ha apprezzato questa coreografia “psycho”. Questa cosa è piaciuta anche a noi ed hanno iniziato a chiamarci in molti. Abbiamo iniziato a vestirci allo stesso modo e da quel momento tutti ci hanno preso per gemelle, cosa che abbiamo accettato. Per trovare il nome, eravamo in macchina e dovevamo andare a lavorare, abbiamo iniziato a farci delle domande: io le ho chiesto come fosse di carattere dato che ancora non la capivo molto e lei non capiva me, e mi ha risposto che per via dei suoi sbalzi di umore si sentisse un po' psicopatica. Dato che anche il mio ragazzo mi diceva la stessa cosa, abbiamo pensato di chiamarci Psycopatique, dal francese. Questa scelta ha trovato forza nel fatto che tutte e due proveniamo da paesi arabi che sono stati colonizzati dai francesi. Mi ha risposto di no perché per lei eravamo dure dato che avevamo iniziato a ballare con la bandana – per me più una maschera utile ad affrontare il pubblico, soprattutto quando abbiamo aperto concerti importanti come quelli di Justin Bieber o Daddy Yankee – indossando sempre due bandane diverse, abbinandole. Abbiamo quindi deciso di rimuovere la parte francese del nome e di chiamarci semplicemente “Psychos”. Così siamo diventate due vagabonde che girano l'Italia e si spera anche l'Europa e l'America. Anzi, già se ne parla! Da un po' di tempo siamo seguite da un'agenzia, ci programmano le date ed in generale si occupano di tutta la pianificazione.

Il mio primo ricordo risale alla scuola elementare, momento in cui non avevo ancora il cervello sviluppato come succede poi alle scuole medie, quando capisci che vivi, che esisti e che puoi agire. Alle elementari ero ancora un po' “burattino”, sia dei miei genitori che ancora mi vestivano sia nel modo di comportarmi. Sono sbadata: ho fatto e vissuto tanto ma ho anche dimenticato molto. Se mi si chiede di un avvenimento del passato riesco a rivederlo, anche se ero piccola. Per primo ricordo intendo però il momento in cui prendi coscienza di te stessa, in cui capisci “io sono Sanaa”.

Il mio colore preferito è l'azzurro, anche se in realtà non ho colori preferiti. Avendo un carattere con molte sfumature mi piacciono diverse sfumature di colore. Quello che mi piace di meno è il marrone, forse perché è terra e io voglio volare.

Ho paura di quello che non conosco. Per esempio, ho paura dell'acqua alta al mare perché sotto c'è una casa che non mi appartiene. Per me è come varcare un altro pianeta dato che vedo come due mondi separati l'acqua e la terra. Paura dell'ignoto. Ho paura di correre troppo in macchina perché non so se possa esserci un ostacolo improvviso. Io sfido molto me stessa: l'anno scorso ho abbandonato tutto per inseguire la mia carriera, contro i pareri di chi mi diceva che stavo lasciando troppo. Ho divorziato per questo motivo. Lui voleva una famiglia e dei figli ma per il tipo di vita che faccio, con quattro serate a settimana, mi sembrava di prenderlo in giro. Ci siamo visti e molto coscientemente abbiamo detto basta. Ho deciso di rinunciare al mio lavoro di commessa per non dover dire un domani ai miei figli che non ho scelto di inseguire quello che mi piace a ventisei anni. Sarebbe stato “normale” scegliere il contrario ma alla fine, che cos'è normale? Normale è quello che tutte le persone fanno ma quello non è normale, è comune. Per me normale significa quello che voglio essere io. Non cerco il brivido perché mi sento fortunata e non voglio perderlo.

Cosa sogno? Tante cose. Sogno la musica. Io vivo molto alla giornata e quindi il mio sogno è essere felice e realizzare quello che voglio, non quello che gli altri si aspettano da me e se fallisco, fallisco io, non gli altri. Non ho un sogno specifico che mi porti ad essere felice, trovo la felicità ovunque e alla fine basta esserlo dentro. Amo dire la verità e non parlo mai alle spalle, infatti tanti non accettano questo mio lato del carattere perché non ti fai molti amici così. Questo però porta anche tante persone a chiedermi un parere, dato che sanno di ottenere in cambio una risposta sincera.

A me stessa dico: “Agisci sempre per come sei e non fermarti al giudizio della gente, nel rispetto di tutti”. Non amo la competizione con gli altri, preferisco farlo con me stessa. Voglio superare i miei limiti e aumentare i miei pregi.

Ad uno sconosciuto dico: “Prima di amare il prossimo, osserva, ma sii sempre te stesso.”

Faces | Vox utilizza cookie tecnici e di terze parti.
Poniamo la massima attenzione alla privacy degli utenti ed utilizziamo solo i cookie necessari al corretto funzionamento della nostra struttura.
Premi il tasto "Accetto" per proseguire o il tasto "Normativa" per ottenere tutte le informazioni che ti occorrono.