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Leah, 24

 

Sono nata a Basildon, nell'Essex, ed ho passato la maggior parte della vita spostandomi attorno a diversi paesi e città della regione. Ho trascorso molto della mia infanzia a Chelmsford, un'area abitata prevalentemente da persone dalla pelle chiara, così come le scuole che ho frequentato. Sono rimasta coinvolta nella recitazione quando ero piccola e, non avendo molti soldi, ero solita camminare anche quaranta minuti per arrivare ad un'audizione. Ho avuto un percorso di formazione molto completo ma al contempo i miei insegnanti avevano un approccio forte. Ho avuto dei problemi di natura razziale legati soprattutto alla pratica del blackface, molto diffusa nel mio ambiente di lavoro sino a qualche anno fa, più comunemente nei casting di bambini e ragazzi tra i sei ed i sedici anni. Ho imparato a prendere con filosofia il fatto di essere spesso la sola persona di colore nella stanza. Ho un fratello di un anno e mezzo più giovane, siamo davvero molto vicini adesso ed è fantastico. Abbiamo avuto dei problemi in famiglia che mi hanno portato a non vederlo per un bel po' di tempo. I miei genitori non stanno più insieme ed io vivo con mia madre e mio fratello. Subito dopo la separazione, siamo andati a vivere con mio padre a casa dei miei nonni e vi siamo rimasti per circa un anno. Ci siamo poi trasferiti con mia madre a Colchester, luogo in cui ho frequentato l'università studiando teatro musicale. Mia madre ha studiato per la sua laurea in assistenza sociale quando io avevo tra i dodici ed i sedici anni, occupandosi contemporaneamente dei suoi figli, una mamma fantastica. All'università è andata bene, in alcuni casi ho visto dei comportamenti simili a quelli della scuola ma ho incontrato delle bellissime persone. Ho ricevuto un insegnamento davvero valido e ho iniziato a tenere delle audizioni per la scuola di recitazione poco prima di laurearmi, riuscendo poi ad entrare nella ETC Acting School. È stato magnifico, ho incontrato persone provenienti da ogni parte del mondo e ho cercato di inserire quelle esperienze all'interno del mio lavoro. Ho imparato molto delle mie origini.

Il mio primo ricordo? Credo di essere stata molto piccola, avrò avuto più o meno tre anni: in quel momento avevo un rapporto più stretto con mia madre rispetto quello con mio padre e lo vedevo di meno. Conoscevo però il colore della sua pelle e sapevo che guidava un van bianco, così un giorno vedendone arrivare uno uguale gli sono corsa incontro urlando di gioia. Ricordo molto bene quanto mi avesse devastato scoprire che non era lui, sono rimasta scioccata. Questo ricordo è molto lucido.

Il mio colore preferito? Ho sempre amato il nero, lo indosso spesso: è semplice, di classe, bello, spaventoso. È come un abisso senza fine e io amo lo spazio.

Credo di aver paura di rimanere sola. Avverto subito l'isolamento. Odio non avere niente da fare, non essere impegnata. Sul lavoro, ricordo un momento un cui avevo tre spettacoli nello stesso momento, all'inizio dell'anno: è stato terribile per via del viaggiare ma ero molto felice perché mi sentivo impegnata. Credo che la mia paura della solitudine sia legata al concetto di morte: nasciamo soli e moriamo soli.

Un'opera d'arte tra tutte? Credo che probabilmente sceglierei una canzone: The War di Josh Record perché è la prima che mi è apparsa in mente, è nella mia playlist di Spotify. Amo la musica davvero tanto, non la ascolto mai con le cuffie, mi sdraio sul letto, la lascio andare ad un buon volume e piango. Questo perché amo “sentire” la musica e credo che questa sia una cosa veramente personale.

Sogno di avere un 'impatto attraverso la mia arte e di ispirare il cambiamento negli altri, senza isolarli.

Spero di avere successo, di essere fiera e di rendere fiere le persone che mi stanno vicine, grazie al contributo che porto alla società e al mio comportamento. La mia interpretazione di successo riguarda l'essere soddisfatti, non ha niente a che vedere con la ricchezza.

Ad uno sconosciuto auguro la pace nella vita e che, qualsiasi cosa arrivi nella sua direzione, sia sempre in pace con il passato, il presente ed il futuro. Gli auguro di essere soddisfatto, che niente sia troppo, di circondarsi di persone buone e di avere un tetto sulla testa.

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