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Alice, 25

 

Sono nata nel 1993 a Birmingham, nell'est dell'Inghilterra, ma non ricordo molto della mia città. Trovo difficile distinguere i miei primi sogni dalla prima parte della mia vita. Quando avevo sette anni ci siamo trasferiti a Nottingham, è stato un grande cambiamento. Ero molto felice e mi sentivo sicura, siamo una famiglia grande, siamo in sei: mia madre, mio padre, una sorella ed un fratello più grandi poi io e mia sorella. Mi sono sempre sentita come la figlia “di mezzo”, diversa, la cosa è stata certamente condizionata dal fatto che spesso i miei fratelli più grandi mi dicevano che ero stata adottata, dandomi anche un altro nome, Poppy Smith. I miei genitori sono dottori e questo ha insegnato a me ed ai miei fratelli a crescere autonomamente. Non li vedevamo molto spesso, ma ci hanno compensato portandoci con loro, in qualche folle avventura di famiglia, in Vietnam o in Africa per esempio. Quando ero giovane, sono stata esposta a molte culture ed esperienze diverse, che mi hanno aperto la mente su come funziona il mondo ma mi sono sempre sentita protetta. Ho poi frequentato una scuola cattolica, evento che mi ha aiutata a capire che non sentivo alcuna "chiamata" religiosa e mi ha resa più cinica. Sono andata al college, ero piuttosto timida ma ho sentito il desiderio di esprimermi. Ho studiato recitazione e la mia insegnante mi ha suggerito di provare a fare un provino per una scuola di recitazione, cosa che all'inizio mi terrorizzava. L'idea di definirmi un'attrice mi è sembrata bizzarra e, sebbene amassi davvero l'arte, non ero sicura di voler condividere quella parte di me. Lei ha poi lavorato con me ed io mi sono nella successiva avventura alla East 15 Acting School. Ero molto interessata ad esplorare altre culture, rituali e forme di teatro da tutto il mondo e scoprire di più su me stessa. Ho continuato su quella strada per alcuni anni, incontrando molte persone straordinarie con cui condividevo il desiderio di fare teatro politico, per ispirare davvero il cambiamento attraverso l'arte, e per me c'era un focus soprattutto sull'ambiente. Attraverso questo lavoro ho iniziato a capire quanto c'era da fare e chiedermi allo stesso tempo come potevo contribuire facendo ciò che amavo: l'arte e la recitazione. Quest'anno inizio i miei Master in recitazione per portare avanti questo viaggio alla scoperta di me stessa e del mondo attraverso la performance. Quest'anno ho anche iniziato a lavorare come insegnante di sostegno per i bambini, che mi ha aperto gli occhi su un mondo completamente nuovo. È una sfida interessante e apprezzo molto il tempo trascorso con i bambini. Sento che la mia recitazione e il mio insegnamento vanno di pari passo con un bisogno di comunicazione e di connessione umana onesta.

Il mio primo ricordo? Beh, non ne sono sicura. Tornando molto indietro ricordo il tempo passato con mia nonna, che non c'è più. Ho un'immagine molto nitida di lei che cerca un dolce per me nella borsa, mentre io aspetto vicino.

Il mio colore preferito è il viola, credo. Lo trovo molto rilassante e mi ricorda la magia, gli anni 80 e altre cose eccitanti.

La prima cosa di cui ho paura è invecchiare! Mi è apparso d'improvviso nella mente. Ne ho timore perché amo davvero la mia vita e le persone di cui mi circondo, non voglio che un giorno tutto questo abbia una fine. Non so cosa ci sarà “dopo” e sono felice di non saperlo. Mi piace stare qui.

La mia opera preferita? Ad essere onesta ho pensato subito a Twin Peaks, non ho ancora finito l'ultima stagione ma adoro il lavoro di David Lynch. Me l'ha fatto scoprire mio padre.

Voglio essere felice, voglio fare del lavoro eccitante e positivo, che mi metta alla prova, e voglio unire le persone. Non sono sicura di cosa sarà perché al momento non me ne preoccupo più di tanto. Scopro cosa voglio fare un passo alla volta.

Mi auguro di amare di più me stessa. Mi voglio bene ma voglio permettermi di crescere e migliorare, senza giudicarmi. Accettare cosa voglio fare, essere coraggiosa.

Ad uno sconosciuto auguro di essere amato, perché l'amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

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