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Chiara, 19

 

Sono nata a Sassari il ventidue settembre del 1998 e attualmente ho diciannove anni. Ho un fratello più piccolo e i miei genitori sono due medici. Sono sempre stati poco presenti per via delle grandi responsabilità: salvano vite e questo ti porta via tempo e attenzione. Fondamentalmente la nostra infanzia è andata avanti in parte grazie al loro sostegno ed in parte siamo dovuti crescere da soli. Magari, se fossi stata figlia unica, avrei sviluppato altri lati della mia personalità. Sono sempre stata in grande conflitto con il mio fratello più piccolo dato che ha ricevuto più attenzione; mi è stata richiesta una maggiore responsabilità e ciò mi ha resa più capace. I nostri caratteri sono così per quel motivo. Quando ero piccola pensavo di essere un bambino per via della forte attrazione che provavo nei confronti delle femmine. Portavo i capelli corti per quello nonostante i miei genitori non fossero d'accordo. Ero molto sensibile, coglievo dettagli invisibili agli altri e questo tratto continua ad accompagnarmi. Durante il liceo, crescendo, ho cercato di capire il meccanismo con cui fare amicizia con gli altri. In prima media, ricordo di una ragazza che mi aveva fatto un complimento definendomi “un ragazzo carino” ma, scoperta la verità, sono stata vittima di bullismo e di cattiverie in generale. Ricordo una dedica sul mio diario: “ci sono persone che godono di bellezza interiore ed esteriore, tu non hai nessuna delle due”. Io rimanevo me stessa, non me ne fregava niente. Questo passaggio mi ha portato a cambiare e adattarmi alle circostanze sociali: studiavo gli altri per capire come interagirvi a livello “matematico” ed iniziavo ad imitarne i comportamenti. Ho avuto un'esperienza traumatica dovuta ad un ragazzo violento, lui era estremamente dominante, schiacciante, mi disprezzava molto; lui era sempre meglio, io sempre peggio. Mi ha segnato molto causandomi problemi di autostima e a livello fisico, traumi che considero irreparabili. Ho smesso di seguire ciò che la società richiedeva e ripreso ad essere me stessa senza troppi problemi. Ho ripreso a vestirmi come volevo e ho smesso di truccarmi. D'improvviso, la prima vera cotta con una ragazza poi un paio di relazioni. Non capisco i meccanismi di gelosia e possessione, li trovo difficili da sostenere e apprezzo la libertà. Ho sperimentato relazioni aperte ma di valore. Un bel giorno ho conosciuto la mia ex, ragazza con cui sono stata tre anni, una relazione intensa che mi ha fatto crescere e mi ha cambiata. In quel periodo ho avuto a che fare con persone, mondi e punti di vista diversi dai miei. Ho conosciuto nel profondo tante persone, sentendo il desiderio di star bene e riconoscere la nostra umanità. Ho grande difficoltà nel comprendere relazioni sociali, tempo fa una mia amica si è messa in un guaio e per una serie di motivi ho tentato il suicidio. Tre anni fa. In ospedale mi hanno aiutata a capire, è stato come se fossi morta e rinata. Soffro di un disturbo dello spettro autistico, la Sindrome di Asperger. Ho necessità del vero e non sempre va bene al prossimo. I veri problemi nascono quando gli altri proiettano il loro schema di pensiero sulla tua vita.

Il mio primo ricordo? Un sogno. Avevo credo tre anni, è molto vivido nella mia mente, mi trovavo in una vecchia casa in cui abitavo, in un piccolo corridoio; i miei prendevano qualcosa, chiudevano la porta, e se ne andavano via.

I miei colori preferiti sono il nero ed il verde. Non c'è un perché, il nero va bene con tutto. Se vogliamo generalizzare apprezzo i colori smorti perché si mischiano bene.

La mia paura più grande è quella di non capire persone e situazioni. Ho paura delle relazioni sociali, nella vita e nel lavoro. Mille pensieri, mille cose, sono così e punto. Se non capisco e non afferro non riesco ad andare avanti.

Un'opera d'arte? Il mio pittore preferito è Francis Bacon, soprattutto il suo lavoro “Two Figures”. Non so perché, a livello inconscio condiziona il mio modo di fotografare. Ho un progetto fotografico dal titolo “Macchie Emozionali” ed in esso stravolgo le immagini trascinando i pixel come con una pennellata. Bacon è un pittore molto pesante e la sua pesantezza ti arriva. Recentemente, a Torino, si è tenuta la sua mostra sui papi tratta da una collezione privata. Un pittore simbolico e astratto: le sue figure e le sue linee ti danno proprio l'idea di quell'oppressione, quel disagio che sente una persona insoddisfatta. Lui era anche gay, si è trasferito in un paese più liberale per poter essere se stesso. Un incompreso, un oppresso. Mi ha molto colpita. Lui è “il pittore”.

Il mio sogno è che le persone possano essere davvero felici e davvero se stesse. Io so che condividere fa anche vivere le immagini altrui: non a caso è una cosa che porto avanti con la mia fotografia. Provare sensazioni positive e negative, avere un qualcosa di emotivo davanti ci aiuta a ritornare sensibili. Alle volte sfuggiamo alla nostra umanità, non riuscendo a stare bene. Sei un essere sensoriale e tante volte hai bisogno che un altro te lo ricordi.

L'augurio per me stessa è rimanere sempre più nel vero, riuscire a buttare maggiormente fuori il mio vero io, quello che mi differenzia dagli altri. Io sono quello, a prescindere da passato presente e futuro, io sono io per sempre. Vorrei riconoscermi anche in relazione agli altri.

L'augurio per uno sconosciuto è che qualsiasi sia la tua situazione, la tua cultura e la tua persona, che tu stia male o bene, avanza. Avanzando produci, cresci, ti confronti. Avanzare non è scontato. Ci sono persone che ristagnano. La vita è un qualcosa di dinamico e richiede la nostra capacità di stare in questa dinamicità. Auguro al prossimo di andare avanti e dare il massimo per creare valore per tutti.

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