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Izabel, 27

 

Sono nata in Brasile, a San Paolo, nel 1991. La mia famiglia è brasiliana e quindi sono nata lì. Ho due sorelle più grandi e vivevo con mia madre e mio padre. Hanno divorziato quando avevo quattro anni. Sono rimasta con mamma e viaggiavo con papà ogni estate e inverno, vedendolo anche ogni quindici giorni per il fine settimana. Ero solita andare in una scuola tedesca, molto ristretta e severa. L'ho odiata. Recitare era tutto ciò che volevo fare quando avevo nove anni, prima, volevo cantare. Quando avevo sedici anni mi sono trasferita a casa di mio padre e cambiato scuola, continuavo a fare teatro e studiavo in quello che chiamano un corso di recitazione professionalizzante, il che ti da il diritto di lavorare come attrice appena concluso il corso, potendo iniziare anche a quattordici anni come ho fatto io. Quando ero in viaggio sono andata a Londra e l'ho adorata. Ho deciso di vivere lì, così ho finito gli ultimi sei mesi di scuola di recitazione in Brasile e me ne sono andata quando avevo diciotto anni. Ho trascorso un anno a Cambridge, poi ho vissuto a Londra un anno e mezzo prima di andare a Southend per studiare alla East 15 Drama School. Successivamente ho iniziato a lavorare come manager di palcoscenico, insegnante di yoga e traduttrice. Sono andata a Berlino per fare i miei Master e ho iniziato a fare il Rooted Moon con Salv e gli altri. Ora ho avviato la mia compagnia che offre agli artisti spazi per workshop e prove, oltre ad organizzare eventi di networking. Volevo solo riunire artisti, incontrarli, sostenerli e aiutarli.

Il mio primo ricordo? Avevamo una piscina di plastica a casa e mio padre, io e le mie due sorelle ci giocavamo, scuotendola per creare finte tempeste.

Ho due colori preferiti: verde e rosso. Il verde è sempre stato il mio colore preferito, ero piuttosto maschiaccio e odiavo molto il rosa. Poi, quando ho iniziato a diventare una donna, ho cominciato ad amare il rosso.

Ho paura di rimanere sola, di non sentirmi soddisfatta della mia carriera, di deludere le persone che pensano che farò qualcosa di grande. Di essere giudicata. Non penso di temere il dolore fisico ma piuttosto quello emotivo.

Un opera d'arte? Into the Wild, il film. È il mio preferito, perché voglio fare quello che fa il protagonista: uscire dalla zona di comfort e correre un grosso rischio. Mi sento attratta da questo ma allo stesso tempo ho paura dell'ignoto.

Cosa voglio? Voglio essere autosufficiente, indipendente, voglio avere molti amici e voglio aiutare le persone grazie a ciò che faccio professionalmente. Voglio godermi il presente.

Desidero dare gentilezza.

Ad uno sconosciuto, auguro l'amore.

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