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Leonardo, 22

 

Sono nato nel 1995 in Brasile, precisamente a San Paolo, nella comunità di Santo André. Sono figlio biologico di un incrocio di razza africana e ucraina ed i miei genitori mi hanno adottato quando avevo tre anni e mezzo, nel settembre del 1998. Ho sempre studiato in Italia e ho sempre provato piacere nell'imparare. La mia infanzia non è stata da subito idilliaca, ho avuto problemi legati strettamente al vedermi diverso, non appena scoperto che il mio aspetto non era comune a chi mi stava intorno. Poi per via delle esperienze di vita che ho affrontato, ho subito atti di violenza e di bullismo da parte dei miei coetanei, ho capito che dovevo valorizzarmi e non buttarmi giù. Anche di non farmi mettere i piedi in testa. Dalle scuole medie in poi ho avuto un'infanzia abbastanza bella ho sempre studiato ottenendo sempre buoni voti, solo le scuole elementari sono state un trauma. Arrivato alle scuole superiori ho iniziato a capire cosa mi piacesse nella vita: le lingue. All'età di dodici anni, nel giro di una settimana, ho ripreso a parlare il portoghese. Una circostanza particolare, vista la difficoltà nel riprendere una lingua così complessa dopo dodici anni senza utilizzarne neanche un vocabolo. Da quel traguardo, si sono aperti per me mille mondi: volevo capire come fossi riuscito ad imparare così in fretta scoprendo di conseguenza una fortissima attrazione verso la psicologia e il nostro cervello. Proseguendo con gli studi e approfondendo gli argomenti riguardanti il mondo della scienza, ho imparato a guardarmi attorno ed è stando solo che ho capito molto di me stesso e di ciò che mi circonda. Sono stato spesso molto diffidente, valuto attentamente la situazione prima di entrare in azione. Amo la vita in generale e so di non avere niente da invidiare a nessuno. Non ho intenzione di tornare in Brasile perché ho due genitori adottivi che mi danno davvero tutto, sono genitori in tutti i sensi, anche se non tolgo niente alla mia madre biologica che era solamente una ragazza quando mi ha partorito. Un grazie enorme va a lei. In futuro, mi piacerebbe molto viaggiare per conoscere ed imparare, investendo nel mio sapere per ottenere buoni frutti. Vorrei recuperare l'autostima che ho perso da piccolo, anche se inizio a pensare che forse non è mai esistita. Più in generale, vorrei cercare nel futuro ciò che ho smarrito nel passato.

Il mio primo ricordo risale al momento della mia adozione, ero davvero piccolo. Rivivo in una sorta di flash l'attimo in cui sono venuti a prendermi, ricordo fosse subito dopo il pranzo. Il mio mento che poggia su una spalla. Io stavo con le suore che noi bambini chiamavano Tia (Zia in portoghese) e ricordo la prima barba che abbia mai visto, quella di mio padre. La sentivo sulla guancia. Immediatamente dopo, c'è il ricordo della paura delle automobili. Non le avevo mai vista nonostante sapessi già cosa fossero. Le chiamavo caminhão (camion in portoghese), dato che conoscevo solo quel termine. In seguito, un ricordo importantissimo: la mia prima macchinetta a pedali, origine della mia grande passione per le automobili.

I miei colori preferiti sono il giallo per il suo calore ed il verde per la sua associazione con la speranza e la positività.

Di cosa ho paura? Di perdere in generale. Essendo una persona ambiziosa non voglio che questa stessa ambizione venga fermata, soprattutto quando ti spingi oltre il limite mettendo a rischio la tua incolumità. Sapere di perdere avendo dato magari un 89% e dover ricominciare da capo è sempre brutto. Ho fatto atletica e perdere non era nelle mie priorità. Il lavoro duro ha una connotazione negativa per la maggior parte delle persone ma dal peggio viene spesso il bello. La mia formula di vita dev'essere per forza positiva dato che il vivere positivo è di per sé una vittoria.

In questo periodo sono molto attaccato alla musica, in particolare mi aiuta molto Bob Marley, soprattutto la sua Redemption Song. Lui era una persona molto positiva e, nonostante la fine che ha fatto, non è mai morto davvero, dato che è conosciuto. Un vero simbolo di vittoria seguita al duro lavoro. Nonostante le critiche, la sua arte è andata oltre, vivendo nelle generazioni seguite alla sua. Per me è un vero simbolo.

Sogno di svegliarmi al mattino e di dire che tutto è a posto. Alcune volte mi alzo e non è cosi. Ho iniziato a sognare questo quando mia madre si è ammalata di tumore e al mattino, invece del classico pensiero a colazione, torni a casa e hai l'ansia che possa accadere il peggio. Nel periodo in cui sono stato fidanzato, ho notato la differenza drastica che esista tra una persona malata di tumore ed una persona che ha appena avuto un bambino, una vera differenza di “temperatura” tra una casa e l'altra. La mamma ti colora tutto, è sempre li per aiutarti e quando la vedi in quelle vesti è sempre difficile da accettare. Sognavo che smettesse di soffrire.

Mi auguro di essere costante.

Ad uno sconosciuto auguro di avere la giusta diffidenza e di credere alle proprie capacità. Il nostro cervello non ha limiti,  chiunque può essere un genio. Gli auguro sappia usarlo, il cervello, anche se non ci sono le istruzioni. Gli auguro creatività e forza di volontà, perché il cervello è muscolo che per funzionare necessita di essere in costante aggiornamento. Smette di funzionare anche in giovane età se non lo si usa subito. Di credere in se stessi e nelle proprie capacità. Se parte dalla tua testa, si può realizzare.

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